lunedì 18 marzo 2013

Museo Nazionale del Cinema di Torino

Come detto ho avuto la fortuna di visitare il Museo Nazionale del Cinema di Torino (MNC per gli amici) ed eccomi qua a parlarvene un pò, così di primo acchito la prima cosa che mi viene in mente è: Se amate il cinema, andateci!

N.B.: Ho avuto la fortuna di assistere all'inaugurazione di una cappella (sul 3D), in fondo al post il video! ;)





Il Museo Nazionale del Cinema di Torino si trova dentro la Mole Antonelliana, il monumento simbolo della città, un pò come se a Roma facessero un museo dentro il Colosseo.
Il museo è articolato su più piani, ad ogni piano corrisponde un certo "campo del cinema" questi piani hanno comunque la forma di una circonferenza, tranne il primo, poiché al centro del museo, al piano terra, vi è un gigantesco spazio con 2 schermi cinematografici, molte "cappelle" tematiche, un ascensore che sale fino alla terrazza della mole (proprio in cima!) e una grande scala a chiocciola che ospita una mostra la quale cambia soggetto periodicamente.

Per darvi un'idea di cosa stiamo parlando vi mostro alcune foto (prese da internet e non fatte da me, a sto giro ero troppo preso da ciò che avevo intorno per scattare foto decenti).



Il primo piano del museo è tutto incentrato sulle origini del cinema, quindi giochi di luce, ombre cinesi, specchi deformanti e riflettenti, lenti, alcuni giochi ottici che andavano di moda come le Lanterne Magiche, gli Zootropi e anche i Feanachistoscopi (appena li ho visti ho pensato al blog ovviamente).

Un piano è dedicato alle fasi lavorative del film, in uno stand è possibile vedere un cortometraggio completo, dopodiché gli stand successivi mostrano le varie fasi di lavoro come la ripresa, il montaggio, il missaggio sonoro etc.. il tutto spiegato da un Neri Marcorè il quale chiude le varie sequenze con delle smorfie e degli sguardi che rovinano un pò l'esperienza, altra nota negativa è che la sua voce si sente pochissimo e male, anche avvicinandosi molto alle casse è difficile capire cosa dice.

Un altra area, un pò nascosta a dire il vero, è dedicata tutta alle locandine d'epoca, infine si arriva al centro del museo (quello che vedete nelle foto pubblicate), dove le varie "cappelle" sono dedicate ai generi cinematografici, infatti ognuna di esse è costruita secondo un particolare stile, avremo una stanza simil-locanda tutta sottosopra per il western, un laboratorio per la fantascienza, una grotta per l'horror e una stanza dedicata all'animazione dove per entrare si dovrà passare attraverso una sagoma di Wile E. Coyote.
Come già detto, ma ci piace ripeterci in questi casi, al centro della maxisala ci sono 2 schermi cinematografici e delle poltroncine (lettini a onor del vero), dotati di casse sul poggiatesta, dove sdraiarsi per vedere dei video di montaggio con spezzoni di film muti e sonori, quest'ultimi avevano come tema comune "la danza", non so se questi video cambiano di tanto in tanto, ma l'impressione è che sia così.


14 Marzo 2013
Inaugurazione Cappella 3D

Durante la mia visita ho avuto l'occasione di assistere all'inaugurazione della cappella dedicata al 3D situata proprio accanto al colosso del dio Moloch di Cabiria, non mi dilungo ulteriormente in quanto sono riuscito a girare un video di tutta la presentazione, vi lascio alla sua visione! :)



Alberto Barbera: Critico cinematografico italiano e direttore del Museo Naz. Cinema di Torino
Lodovico Passerin d'Entrèves: Presidente Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.

mercoledì 13 marzo 2013

Si Riparte!

Ebbene oggi, 13 Marzo 2013, in queste tarde ore notturne mi preparo mentalmente alla visita della città di Torino che mi aspetta "l'indomani" o per meglio dire "quando verrà l'alba".
Pregustando la mia visita al Museo del Cinema di Torino ho pensato a questo blog... che in fondo l'idea di base non era poi così malvagia, che in fondo ad alcuni è piaciuto ed altri mi hanno addirittura detto che era interessante nonostante i soli 5-6 post pubblicati nell'arco di 2 anni circa.

Ebbene alla fine ho deciso: Si riparte! Anziché dormire (troppo mainstream) mi sono messo rifare la grafica del blog poiché una ri-partenza esige dei cambiamenti, un pò come quando si decide di cambiare vita e si comincia dal tagliarsi i capelli, è un rito, e d'altronde "Ci vogliono i riti" [cit.]

Spero solo che a questo giro starò più dietro al mio progetto e a questo blog, anche scrivendo recensioni  di vari film, che sebbene so già in partenza non se le filerà nessuno possono comunque servire a me per imparare a scrivere decentemente o almeno provarci. D'altronde è per questo che è nato questo blog, sperimentare e esperire il più possibile nell'ambito del cinema e dell'immagine in movimento.

Quindi carissimi, ci riaggiorniamo!!

Nkc90

mercoledì 13 febbraio 2013

Nessuno ha il coraggio di vivere dei propri sogni

Un piccolo progetto realizzato per un laboratorio universitario al DAMS di Roma3.
Nel realizzato mi sono ispirato al "Lentamente muore" di Martha Medeiros.

Ogni commento positivo, negativo, critica o altro è ben accetto. :)


martedì 13 settembre 2011

Ruggine, un film di Daniele Gaglianone

Uscita: 02/09/2011
Regia: Daniele Gaglianone
Sceneggiatura: Daniele Gaglianone, Giaime Alonge, Alessandro Scippa
Interpreti principali: Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Valerio Mastrandrea
Musiche: Evandro Fornasier, Walter Magri, Massimo Miride (colonna sonora) - Vasco Brondi, Rachele Bastreghi (canzone)

Produzione: Fandango e Zaroff in collab. con  Rai Cinema
Info: Durata di 109', Colore, Drammatico.



Tratto dall'omonimo romanzo di Stefano Massaron

Ruggine: una favola oscura

Ci sono film che ti scavano dentro. Film che ti lasciano un senso di vuoto immenso, riempito immediatamente dopo dalla loro folgorante bellezza. “Ruggine”, quarto lungometraggio del regista di documentari Daniele Gaglianone, è uno di quei film. Girato tra Roma e Taranto, è la trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Stefano Massaron. Ambientato alla fine degli anni Settanta in un quartiere periferico dell’Italia Settentrionale (potrebbe essere Milano, come Torino) narra le vicende di un gruppo di bambini, figli dell’immigrazione dal Sud e Nord-est . Sono bambini pieni di immaginazione, disincantati nonostante l’età, padroni di un mondo di gioco soltanto loro, che ha come “quartier generale” un ex fabbrica di materiali ferrosi, oramai instabile e arrugginita. Rottura dell’equilibrio, di questa micro-società è l’arrivo dell’inquietante Dottor Boldrini, pediatra del quartiere (un eccezionale Filippo Timi) e il ritrovamento del corpo di due bambine del gruppo. Mentre gli Adulti (gruppo contrapposto e marginale rispetto quello dei Bambini) incolpano il pazzo del paese e trattano con referenza il Dottore, i ragazzini comprendono subito la vera natura dell’uomo. Trent’anni dopo vediamo come Sandro, Carmine e Cinzia sono segnati da quest’esperienza traumatica: nel modo in cui si comportano con i propri figli (Stefano Accorsi), nel rapporto con gli studenti (Valeria Solarino) o semplicemente con la vita (Valerio Mastrandrea).
Presentato nella sezione Controcampo Italiano della 68° Mostra del Cinema di Venezia, il film uscirà nelle sale italiane il 2 settembre.
“Ruggine” è un film che si può definire in molteplici modi. Elegante, perché caratterizzato da un’estrema cura nei dettagli e da attori impeccabili, come appunto un Filippo Timi particolarmente in forma, più inquietante che mai nel ruolo dell’orco. I lunghi piani sequenza del Dottor Boldrini che canta brani lirici sono un monumento alla psicosi del personaggio, che si autocelebra nella sua follia. Fotografia da lande assolate e luminose, che bruciano gli occhi e ricordano il primo Salvadores, dialoghi essenziali e taglienti come lame (formidabile la prima scena, con i due bambini protagonisti in una cantina). Perfetto Accorsi, le scene tra lui e il suo bambino sono tenere e toccanti, una piacevole sorpresa è la Solarino, professoressa che difende un’alunna probabilmente molestata dal patrigno, leggermente calante rispetto al contesto è Mastrandrea, ma lo perdoniamo. Fantastico il cast “under 16”, i veri protagonisti dell’anteprima, piccoli grandi uomini e donne. In conclusione, il film di Gaglianone è una vera e propria isola di salvezza del cinema italiano, che in questa edizione della Mostra non si è fatto particolarmente notare. Determinante anche la colonna sonora curata da Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) e Rachele Bastreghi (Baustelle), conclusione perfetta di un film che lascerà il segno, sale italiane permettendo. Una favola moderna che ci ricorda che gli orchi esistono, come i draghi della favola che Accorsi racconta a suo figlio, ma che i mostri possono essere sconfitti con le nostre scelte, con la nostra propria forza.

Irene Coluccia


 
(Teaser Trailer)



(Foto scattata dopo la proiezione del film alla 68° Mostra del Cinema di Venezia)





Foto e Recensione di Irene Coluccia.

Nuove Sezioni in arrivo!

Sono lieto di annunciare che non sarò più il solo a lavorare su questo blog, carissimi amici hanno accettato di aiutarmi e diventeranno parte integrante e attiva del progetto, per dare a tutti la possibilità di esercitarsi e migliorarsi mostrando i propri lavori su questa piccola vetrina online.
Così sono lieto di annunciare l'apertura di due nuove sezioni... "Produzioni" e "Recensioni".
Nella prima sarà possibile vedere un'immagine statica che fa da anteprima al prossimo progetto sulla quale sto/stiamo lavorando per cui sotto con le speculazioni!
Nella seconda saranno archiviate le recensioni che mano a mano verranno pubblicate sul blog!
E' da poco finito il festival del Cinema di Venezia... quindi preparatevi, perché le prime recensioni stanno per arrivare!!
Esse saranno pubblicate come normali post, ma avranno il loro link diretto nella sezione Recensioni.

Eccovi di nuovo i link:
Sezione Produzioni.
Sezione Recensioni.

Ci riaggiorniamo!
Nkc90

sabato 20 agosto 2011

Foto di luce in movimento

Bene, dopo aver accantonato un attimo marionette e stop-motion in attesa dell'ispirazione per qualche animazione più originale (ormai che l'animazione funziona l'abbiamo capito, bisogna affinare), mi sono dedicato ad altri tipi di connubio tra immagine e movimento.

In particolare stavolta mi sono incentrato sull'utilizzo della luce e del suo movimento, mi spiego meglio.
Come tutti sappiamo ciò a cui è più sensibile una macchina fotografica è la luce, nelle Reflex (e quindi anche nella NikonD3100 che ho utilizzato) c'è la possibilità di aumentare il tempo di esposizione... significa che anziché uno scatto istantaneo, come di solito facciamo quando siamo in vacanza o con gli amici, facciamo uno scatto che dura più tempo... di conseguenza vengono registrati su un immagine fissa anche dei movimenti.
Questo significa che prendendo una torcia o una fonte di luce e muovendola possiamo tracciare linee luminose che rimarranno impresse sulla foto in tutto il loro movimento.

Questo fenomeno ci apre la strada verso nuove idee che ho provato a sviluppare... ovviamente si tratta di nuovo di foto che faccio solo a fini "autodidatti" quindi magari possono risultare nulla di ché dal punto di vista artistico o anche tecnico, sono solo prove.

Uno dei problemi che si affrontano quando facciamo questo tipo di foto è che come le scie luminose la macchina registra anche altri tipi di movimento, quindi se durante il movimento della luce gli altri soggetti dell'immagine non stanno fermi potrebbero non comparire proprio in essa oppure apparire sfocati o doppi.
Ora procediamo con degli esempi di questa tecnica... per la cronaca come fonte di luce ho utilizzato il led in fondo al mio vecchissimo cellulare Nokia, per la precisione questo: Nokia3200.

Foto di Luce in Movimento #1

(Si ringrazia Leonardo G.)

Questa foto non ha ricevuto particolari modifiche di post produzione, per eseguire questa foto ho montato la macchina fotografica su un cavalletto, fatto mettere il soggetto in posizione e subito dopo con la fonte di luce ho girato in torno al suo braccio, subito dopo ho mosso la luce a zig zag ed ecco un simpatico effetto in cui il soggetto sembra lanciare un onda energetica molto simile a quella di alcuni personaggi di Dragonball Z.


Foto di Luce in Movimento #2

(Si ringrazia Leonardo G.)

In questa foto il soggetto ha aperto le mani e allo scattare della macchina fotografica con un tempo di esposizione di 3 secondi circa ho preso la luce e ho inziato a muoverla tra una mano e l'altra creando quell'effetto luminoso come se stesse generando dell'elettricità o dell'energia.
Però, c'è un però... muovendomi velocemente con la luce ho urtato le sue mani che quindi nella foto originale sono risultate sfocate, così come il soggetto nell'intero. Quindi ho scattato un'altra foto istantanea con flash e senza effetto di luce, dopodiché con photoshop ho "montato" l'effetto di luce sotto alle mani del soggetto, il risultato è una foto dove il protagonista è a fuoco, illuminato (l'effetto cerchio è stato aggiunto in postproduzione sempre con photoshop) e l'effetto luminoso è evidente.


Foto di Luce in Movimento #3

(Si ringrazia Chiara C.)

Questa foto è molto "commerciale" non sono difficili da trovare foto di questo tipo ma la loro realizzazione è tutt'altro che semplicistica. Praticamente il soggetto grazie all'uso della luce ha scritto il proprio nome in corsivo, questo è stato ripreso dalla macchina e il risultato è quello che potete apprezzare nella foto.
C'è da dire che per fare questa foto nitida e senza sfocature (il cui tempo di esposizione era di circa 5 secondi) il soggetto è riuscito a rimanere esattamente immobile mentre scriveva velocemente il proprio nome, da notare il fatto che il proprio nome perché si legga nella foto nel senso giusto va scritto al contrario, quindi si deve scrivere pensando che non siamo noi a dover leggere ma la macchina fotografica di fronte a noi.
Per spiegare meglio questo concetto basta pensare a un vetro, se scrivo il mio nome sul vetro come potrei scriverlo su un foglio di carta, io lo leggo bene ma la persona al di là del vetro lo leggerà al contrario, quindi per far si che nella foto il nome o la frase venga scritta bene si deve scrivere al contrario.


Foto di Luce in Movimento #4

(Si ringrazia Leonardo G.)

Questa foto è stata realizzata completamente con la macchina fotografica, senza alcun intervento di post produzione, photoshop o altri..
Il tempo di esposizione della macchina è stato settato su 3 secondi circa e posizionata su un cavalletto, con la fonte luminosa ho girato velocemente intorno alle mani del soggetto creando quella scia luminosa, il tono bluastro può essere riconducibile al fatto che, a differenza delle altre foto, questa è stata scattata nella semioscurità quasi completà e con un apertura di diaframma un pò inferiore alle precedenti, quindi nella macchina entrava ancora più luce.

Ci riaggiorniamo!
Nkc90

giovedì 18 agosto 2011

Proseguono i tentativi di Stop Motion

Finalmente sono riesco a postare qualcosa... finalmente perché è da stamattina che ci provo ma per una disfunzione di Blogger non riuscivo a postare nulla... al momento ancora non è stata risolta e ho dovuto postare in un metodo alternativo. Speriamo che risolvino presto il problema.

Tornando a noi in questi giorni ho fatto altri due test di stop motion di cui però non sono particolarmente fiero poiché ancora non sono riuscito ad andare oltre il semplice test. Spero dopo aver postato questi due nuovi test di risucire di fare al più presto un'animazione come si deve e abbastanza longeva.
Nel frattempo ecco i due nuovi video.

Stop Motion Test #3


In questo test che non è veramente nulla di che ho soltanto provato a far eseguire una torsione al manichino purtroppo con risultati abbastanza scarsi. Per eseguire bene animazioni complesse o comunque fare al meglio pure quelle semplici si dovrebbe essere in grado di vedere in Live Wiew (ovvero vedere su PC cosa sta riprendendo la fotocamera in quel momento) cosa che la reflex non permette... almeno la mia D3100.
Inoltre avrei bisogno di visualizzare in semitrasparenza sopra il live wiew l'immagine scattata precedentemente in modo da organizzare meglio la posa successiva del manichino.
Per fare questo è ottimo il programma Dragon Stop Motion per cui però occorre una videocamera. Ho provato a collegarci la mia ma essendo una panasonic scrausa che va sempre con i MiniDV (a cassetta) il risultato non è stato affatto entusiasmante.


Stop Motion Test # - Can Can del Libro!


Qua ho voluto fare un'animazione più particolare, tutti quei manichini mi iniziavano a dare il voltastomaco. Per farla ho usato l'enciclopedia Erre-Sedici (che poi non ho mai capito perché si chiami così visto che è composta di 18 volumi e non 16) e 152 scatti sempre con la NikonD3100.


Bene, questi erano gli ultimi due test o almeno gli ultimi per adesso.
La prossima volta che posterò spero di riuscire a proporre qualcosa di più sostanzioso e bello da vedere che non sia il solito test da una manciata di secondi.
Mentre lavorerò a quest'animazione informo subito che sono anche al lavoro su un ipotetico lungometraggio interamente girato in Stop Motion di cui però è inutile aggiungere qualcosa in quanto è talmente in fase embrionale che parlarne sarebbe inutile.
Vi terrò comunque aggiornati sull'argomento.

Ci riaggiorniamo!
Nkc90.